“Il FVG in rete contro la tratta: emersione delle vittime, art. 13”

(Art. 13 L. 228/2003)

Il progetto, della durata di un anno e al nono anno di attività continuativa sul territorio regionale, si propone di sostenere il sistema territoriale integrato di supporto all’identificazione, all’emersione, orientamento, accoglienza e inclusione di persone (italiane, comunitarie e straniere) vittime dei reati previsti dagli artt. 600 e 601 C.P.. attivato attraverso: il servizio di orientamento all’identificazione e all’emersione (composto da un’unità di valutazione e da focal point territoriali) che opera in raccordo fra soggetti attuatori, enti locali e Forze dell’Ordine, Magistratura, Servizi Sociali e associazionismo; il servizio di pronta e prima accoglienza (immediato – alloggio d’emergenza , lungo periodo – prima accoglienza trimestrale, rinnovabile sino a 6 mesi) che include sia la sistemazione alloggiativa e di vitto (per una capacità di 8 unità ad alta turnazione) sia un sistema integrato (operatori specializzati, mediatrici linguistiche, servizi sociali e sanitari, supporto legale e psicologico, orientamento lavorativo e professionale) di tutela e sostegno. La finalità è offrire alle persone, una volta emersa la loro condizione e garantiti i loro diritti, la possibilità di scegliere un programma di protezione sociale (qualora ne abbiano i requisiti) o di sostegno da parte dei Servizi sociali territoriali di competenza oppure un programma di rientro volontario ed assistito nel paese di origine; il rafforzare la consapevolezza territoriale diffusa al contrasto dei fenomeni previsti nell’art. 13 della L.228/2003 mediante azioni formali ed informali di formazione, informazione e sensibilizzazione.

Il progetto si rivolge a persone in uscita dallo sfruttamento sessuale e lavorativo, tratta, riduzione in schiavitù o altre peculiari forme di subornazione, quali i matrimoni forzati e le economie illegali.

Dal 2011 lavoriamo programmaticamente nella formazione del personale delle FFOO, e degli enti pubblici con la consapevolezza che solo una rete territoriale aggregata è in grado di dare risposte adeguate al problema in un ottica di rispetto dei diritti umani.

“Il FVG in rete contro la tratta: integrazione sociale delle vittime, art. 18″

(Art. 18 – D. Lgs. 286/1998)

Il progetto, della durata di un anno e al sesto anno di attività continuativa sul territorio regionale, propone un sistema integrato d’intervento sul territorio regionale volto all’inserimento socio- lavorativo delle vittime.

Il progetto è in diretto collegamento con le attività svolte nell’art. 13, da cui riprende la stessa modalità di partenariato territoriale integrato.

Gli obiettivi sono: il contrasto ai sistemi di coercizione e di sfruttamento sessuale e lavorativo; il sostegno alle persone vittime di tratta e schiavitù; la realizzazione di progetti educativi individualizzati concordati con la persona presa in carico; la tutela della salute e l’accesso ai servizi socio-sanitari territoriali; la realizzazione di progetti di rimpatrio assistito nei paesi di origine; la sensibilizzazione della società civile verso il fenomeno della tratta di esseri umani; il monitoraggio e la produzione di documentazione sul fenomeno della prostituzione.

Il raggiungimento degli obiettivi è perseguito attraverso la realizzazione di percorsi di protezione sociale in favore delle persone che esprimono la volontà di sottrarsi alla violenza ed ai condizionamenti di soggetti dediti al traffico di persone a scopo di sfruttamento sessuale, lavorativo e/o accattonaggio forzato, attraverso l’accoglienza in strutture residenziali protette e la realizzazione di percorsi educativi individualizzati.

La metodologia prevede: l’attivazione di forme di pronta, prima e seconda accoglienza; counselling psico-sociale, con il supporto di interventi di mediazione linguistico-culturale; affiancamento nella fase della denuncia e processuale, regolarizzazione della posizione giuridica; progetti di inserimento socio-lavorativo, formativo e di inserimento abitativo indipendente; follow-up della tenuta degli obiettivi del progetto educativo; accompagnamento ai servizi socio-sanitari; assistenza legale; lavoro di prevenzione ed informazione in strada attraverso Unità Mobile e sportelli a bassa soglia counselling psico-sociale all’interno delle strutture penitenziarie e nel CIE/CARA di Gradisca d’Isonzo (GO); lavoro di rete con ONG ed istituzioni nazionali ed internazionali.

 

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